15 dicembre 2015 Luca Spoldi

Startup Italia Open Summit 2015, qualche impressione

Mille startupper, 100 startup, 50 giurati, 10 finalisti, dieci finalisti e un vincitore (Vislab). Potrebbero bastare questi numeri a sintetizzare una giornata davvero intensa che abbiamo vissuto a Milano, ospiti di Startup Italia Open Summet 2015 (su Twitter potete trovare i nostri tweet lanciati in diretta con l’hastag #SIOS15), ma andrebbero perse alcune delle impressioni raccolte dal palco e in sala in una delle manifestazioni più importanti se non altro per confrontarsi e scambiarsi contatti ma anche esperienze legate al mondo delle startup e delle imprese in genere.

Ancora troppo poche le risorse

Anzitutto una premessa che è apparsa quanto mai opportuna: in Italia ci sono ancora tante, troppe startup che pur avendo idee potenzialmente interessanti e valide non si possono sviluppare adeguatamente per mancanza di risorse proprie. Serve da questo punto di vista la capacità di far arrivare risorse da investitori e soci finanziari che condividano la visione dei neo imprenditori, cosa che non sempre è nelle corde degli startupper.

Difficoltà servono a crescere

Del resto è solo superando le difficoltà, ha ricordato una campionessa come Flavia Pennetta, che si riesce a realizzare un sogno: “se oggi sono quella che sono – ha ribadito la tennista – è solo perché ho saputo superare molte difficoltà”. Non scoraggiatevi dunque, le difficoltà fanno parte del processo formativo in qualsiasi ambito. Serve anche avere la capacità e forse l’umiltà di voler non solo apprendere, ma anche condividere, perché da soli si va veloci, ma insieme si va lontano.

Insieme si va lontano

Il concetto è stato poi ripreso da Federico Marchetti, founder e Ceo di Yoox Net a Porter Group che ha spiegato: “fregatevene del 51%! L’importante è il risultato dell’azienda”. Come dargli torto visti i risultati ottenuti sinora dal suo gruppo, soprattutto perché Yoox, fin dalla nascita, ha messo il cliente al centro del proprio progetto ed è esattamente questo, non le quote azionarie in mano al fondatore, che alla lunga fa la differenza tra una startup di successo e i tanti tentativi destinati al fallimento (che comunque è una variabile del gioco).

Networking e collaborazioni

Il concetto del “networking”, dello stabilire relazioni e collaborazioni, è stato del resto applicato alla lettera nel corso dell’evento milanese dall’affollata platea, che prima, durante e dopo le tante e interessanti presentazioni e tavole rotonde ha visto i partecipanti presentarsi, scambiarsi riferimenti e pareri, fissare appuntamenti per ulteriori prese di contatto. Tra le startup che sembrano aver colto meglio di altre l’importanza di sapere andare lontano, oltre che veloci, ci ha impressionato Geneta Science, una startup che ha raccolto 10 milioni di euro di finanziamento in 4 settimane per sviluppare una terapia genica contro i tumori presso l’ospedale San Raffaele di Milano.

Exit non cambiano solo il conto in banca

Interessante anche l’esperienza della startup bolognese Pizzabo, nata nel capoluogo emiliano nel 2009 e che dopo un primo exit da 55 milioni di euro è entrata nel circuito del gruppo berlinese Rocket Internet (lo stesso che è già stato tra i motori di Zalando, Payleven o Helpling) e ha cambiato pelle diventando HelloFood. Con questa operazione “non è cambiato solo il nostro conto corrente in banca” ha sottolineato l’ormai milionario Christian Sarcuni, 29enne materano in grado di scrivere un software che solo lo scorso anno a gestito poco meno di 2 milioni di ordini (contro i 60 mila del 2010).

Uniti per far crescere l’ecosistema italiano

Altrettanto interessante l’intervento di Davide Dattoli, che ha parlato di Talent Garden (TAG), una startup per le startup che a breve aprirà anche a Roma. Alla fine applausi e pioggia di coriandoli, con una scenografia molto “americana” per Vislab, vincitrice del contest per la migliore startup italiana del 2015, ma l’impressione, positiva, è che tutto l’ecosistema dell’innovazione abbia capito l’importanza di lavorare insieme per far crescere le startup italiane. Se volete anche voi provare a farne parte, non avete che da raccontarci la vostra idea di business: http://www.seedup.it/raccontaci-la-tua-idea

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