Buon 2016 a tutti gli aspiranti imprenditori italiani

Com’è stato il vostro 2015? Il nostro è stato elettrizzante, in pochi mesi Seedup Spa ha aperto i battenti e iniziato a incontrare banchieri d’affari, aspiranti imprenditori, professionisti e consulenti per poter ulteriormente accrescere la propria rete di relazioni e competenze ed essere in grado di svolgere fino in fondo la propria mission: accelerare i progetti di neo imprenditori che possano rivelarsi redditizi e scalabili.

FACCIAMO RIPARTIRE L’ITALIA

Crediamo di poter dare un piccolo contributo, dal basso, alla ripresa dell’economia e alla trasformazione dell’ecosistema economico italiano, favorendo il radicamento di attività innovative in grado di arricchire non solo chi le promuove ma tutto il sistema che entrerà con loro in relazione. Il 2016 vogliamo che sia un anno ancora più carico di sfide, traguardi e successi e siamo certi che potrà esserlo col nostro e vostro impegno.

L’IMPORTANZA DI UNA BUONA ESECUZIONE

Perchè al di là dell’innovatività dell’idea, la differenza tra un’impresa di successo e un sogno che non si riesce a trasformare in realtà è nel 90% dei casi legati all’impegno con cui tutti contribuiscono a concretizzare l’idea, il sogno, l’intuizione innovativa. E’ la capacità di esecuzione a fare la differenza. Per questo nel 2016 cercheremo di selezionare e premiare le migliori idee imprenditoriali sia sotto il profilo dell’innovatività sia della sostenibilità economica.

NEL 2016 UN APPUNTAMENTO DA NON MANCARE

Tra poche settimane vi diremo di più, per ora sappiate che vi proporremo un appuntamento al quale non potrete mancare, non se davvero volete trasformare le vostre idee in impresa. Continuate a seguirci e a raccontarci le vostre proposte, inviandocele a: http://www.seedup.it/raccontaci-la-tua-idea Insomma, il 2016 potrebbe essere l’anno in cui le vostre idee si tradurranno in un’impresa redditizia. Per il momento tanti auguri di Buon Anno e in bocca al lupo, fin d’ora, a tutti voi. A prestissimo risentirci!

Startup Italia Open Summit 2015, qualche impressione

Mille startupper, 100 startup, 50 giurati, 10 finalisti, dieci finalisti e un vincitore (Vislab). Potrebbero bastare questi numeri a sintetizzare una giornata davvero intensa che abbiamo vissuto a Milano, ospiti di Startup Italia Open Summet 2015 (su Twitter potete trovare i nostri tweet lanciati in diretta con l’hastag #SIOS15), ma andrebbero perse alcune delle impressioni raccolte dal palco e in sala in una delle manifestazioni più importanti se non altro per confrontarsi e scambiarsi contatti ma anche esperienze legate al mondo delle startup e delle imprese in genere.

Ancora troppo poche le risorse

Anzitutto una premessa che è apparsa quanto mai opportuna: in Italia ci sono ancora tante, troppe startup che pur avendo idee potenzialmente interessanti e valide non si possono sviluppare adeguatamente per mancanza di risorse proprie. Serve da questo punto di vista la capacità di far arrivare risorse da investitori e soci finanziari che condividano la visione dei neo imprenditori, cosa che non sempre è nelle corde degli startupper.

Difficoltà servono a crescere

Del resto è solo superando le difficoltà, ha ricordato una campionessa come Flavia Pennetta, che si riesce a realizzare un sogno: “se oggi sono quella che sono – ha ribadito la tennista – è solo perché ho saputo superare molte difficoltà”. Non scoraggiatevi dunque, le difficoltà fanno parte del processo formativo in qualsiasi ambito. Serve anche avere la capacità e forse l’umiltà di voler non solo apprendere, ma anche condividere, perché da soli si va veloci, ma insieme si va lontano.

Insieme si va lontano

Il concetto è stato poi ripreso da Federico Marchetti, founder e Ceo di Yoox Net a Porter Group che ha spiegato: “fregatevene del 51%! L’importante è il risultato dell’azienda”. Come dargli torto visti i risultati ottenuti sinora dal suo gruppo, soprattutto perché Yoox, fin dalla nascita, ha messo il cliente al centro del proprio progetto ed è esattamente questo, non le quote azionarie in mano al fondatore, che alla lunga fa la differenza tra una startup di successo e i tanti tentativi destinati al fallimento (che comunque è una variabile del gioco).

Networking e collaborazioni

Il concetto del “networking”, dello stabilire relazioni e collaborazioni, è stato del resto applicato alla lettera nel corso dell’evento milanese dall’affollata platea, che prima, durante e dopo le tante e interessanti presentazioni e tavole rotonde ha visto i partecipanti presentarsi, scambiarsi riferimenti e pareri, fissare appuntamenti per ulteriori prese di contatto. Tra le startup che sembrano aver colto meglio di altre l’importanza di sapere andare lontano, oltre che veloci, ci ha impressionato Geneta Science, una startup che ha raccolto 10 milioni di euro di finanziamento in 4 settimane per sviluppare una terapia genica contro i tumori presso l’ospedale San Raffaele di Milano.

Exit non cambiano solo il conto in banca

Interessante anche l’esperienza della startup bolognese Pizzabo, nata nel capoluogo emiliano nel 2009 e che dopo un primo exit da 55 milioni di euro è entrata nel circuito del gruppo berlinese Rocket Internet (lo stesso che è già stato tra i motori di Zalando, Payleven o Helpling) e ha cambiato pelle diventando HelloFood. Con questa operazione “non è cambiato solo il nostro conto corrente in banca” ha sottolineato l’ormai milionario Christian Sarcuni, 29enne materano in grado di scrivere un software che solo lo scorso anno a gestito poco meno di 2 milioni di ordini (contro i 60 mila del 2010).

Uniti per far crescere l’ecosistema italiano

Altrettanto interessante l’intervento di Davide Dattoli, che ha parlato di Talent Garden (TAG), una startup per le startup che a breve aprirà anche a Roma. Alla fine applausi e pioggia di coriandoli, con una scenografia molto “americana” per Vislab, vincitrice del contest per la migliore startup italiana del 2015, ma l’impressione, positiva, è che tutto l’ecosistema dell’innovazione abbia capito l’importanza di lavorare insieme per far crescere le startup italiane. Se volete anche voi provare a farne parte, non avete che da raccontarci la vostra idea di business: http://www.seedup.it/raccontaci-la-tua-idea

Seed Up a Smau Napoli: la sintesi della giornata

Evento conclusivo dell’edizione 2015 di Smau – Napoli dedicato a “VulcanicaMente: dal talento all’impresa 3” e Seed Up non poteva mancare, essendo un’occasione preziosa per presentarsi agli startupper e altri rappresentanti della business community e prendere appunti. Il tema dell’evento sono stati i progressi fatti delle startup vincitrici della terza edizione, giunti al termine del percorso di accelerazione al Csi – Centro Servizi Incubatore Napoli Est del Comune di Napoli.

Non la classica pitching session

Gli startupper incubati hanno potuto presentarsi, interagire e ricevere feedback dagli ospiti nazionali (dPixel) e internazionali (Funditec), da investitori, rappresentanti del mondo accademico e acceleratori presenti all’evento, che ha voluto andare oltre la classica “pitching session” per configurarsi come un approfondimento e conclusione del percorso delle startup a sei mesi di distanza dal loro insediamento presso la struttura campana.

Put your money where your mouth is

Quali sono state le parole d’ordine che abbiamo udito? Che il successo di una startup, e non poteva essere diversamente, dipende da tre fattori: team, prodotto e mercato di riferimento. Che non è vero che ci sia sempre troppo poco tempo, semmai è vero che se ne spreca troppo in attività che non sono realmente utili e produttive ai fini del successo di una startup. Che, per dirla con le parole degli amici di Funditec, se siete un investitore dovete “put your money where your mouth is”.

Apportare valore oltre che capitali

Ossia che un investitore per offrire, oltre ai capitali, valore alla startup che supporta deve seguire (solo) quei progetti che riguardano attività, funzioni e mercati di riferimento sui quali ha un’esperienza che può condividere con il team di soci fondatori della nuova azienda. Noi di Seed Up crediamo di poter fare tesoro di questi consigli, che condividiamo, e di potervi offrire competenze e relazioni necessarie ad accelerare la vostra startup, se questa presenta il giusto mix di innovazione, scalabilità e redditività. Per questo continuiamo a invitarvi a segnalarci le vostre idee a: http://seedup.it/raccontaci-la-tua-idea

La tecnologia vuole cambiare il mondo o il modo di raccontarlo

La tecnologia della realtà virtuale cambierà il mondo, o almano il modo di raccontare il mondo (“storytelling“)? Ed Catmull, tra i fondatori di Pixel Animation, per ora ci crede poco, ma sprona gli startupper a continuare gli esperimenti perchè anche se molti falliranno, alcuni potrebbero avere successo e riuscire nell’intento di rivoluzionare una o più industrie.
 
Una startup neozelandese da tener d’occhio
Tra coloro che potrebbero avere qualche chances in tal senso sembra esservi, in Nuova Zelanda, una startup, 8i, che ha già raccolto in poco più di 12 mesi i primi 14,8 milioni di dollari per sviluppare filmati 3D volumetrici che permettono di realizzare avatar di persone reali da inserire in ambienti digitali. Cosa che potrebbe cambiare e non di poco le carte in tavola, pure se la capacità di raccontare una storia è e resterà sempre ben distinta dallo strumento attraverso cui vogliamo raccontarla.
 
Se anche voi avete idee che si ripromettono di cambiare il mondo, o un’idustria, o il modo di fare le cose, perchè non provate a parlarcene su: http://seedup.it/raccontaci-la-tua-idea

Volete essere rilevanti? Invitate i migliori di un settore a parlarne

Alcuni giorni fa su Facebook Luca Carbonelli, presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Napoli presso la Cna Giovani Imprenditori e responsabile comunicazoni, sales & marketing presso l’azienda di famiglia Caffè Carbonelli ha scritto un pensiero interessante riguardo a come dovreste organizzare un evento se volete essere riconosciuti come un soggetto rilevante di un qualsivoglia settore.

Vuoi avere rilevanza in un settore? – ha scritto Luca Carbonelli – Organizza un incontro con i migliori del settore per parlare dell’oggetto del settore. Fa arrivare la notizia dell’incontro alla massa. Gli altri professionisti del settore saranno attratti dall’incontro e diventeranno il pubblico. Tu, da quel momento sarai riconosciuto come parte rilevante del settore“.

Per diventare rilevanti serve ascoltare gli esperti

Difficile non sottoscrivere, anche se è tutt’altro che semplice riuscire a organizzare un incontro con chi è realmente un esperto del settore, tanto più in un paese come l’Italia dove ancora troppo spesso ci si improvvisa “guru” ed “esperti” di tutto e di tutti. Ma certo gli esempi di incontri dove realmente si incontrano le migliori competenze mondiali non mancano, anche in Europa.

Guardavamo qualche giorno fa il parterre di relatori che hanno preso parte come ogni anno alla Web Conference di Dublino (qui trovate l’elenco) e siamo rimasti affascinati: se una società o un’agenzia di consulenza, un’università o un’ente di ricerca, riuscisse a portare anche solo uno di questi nomi a parlare in Italia già sarebbe un appuntamento davvero interessante (molto più della maggior parte dei convegni a cui capita di assistere, che si parli di startup o di fumetti).

Comunicare al meglio serve a diffondere competenze

Se poi si riuscisse a organizzare un evento a cui possano prendere parte una decina di costoro anche per confrontare le proprie visioni ed esperienze serabbe memorabile. A quel punto più che visibilità si dovrebbe riuscire a diffondere le competenze che si sarebbero radunate che andrebbero ad arricchire, nell’esempio di prima, l’ambiente in cui si muovono le startup italiane interessate all’ambito web-digitale.

E visto che nonostante il gran parlare che se ne fa l’innovazione che le startup italiane sono realmente in grado di produrre è tuttora limitata, già questo sarebbe un bel passo in avanti, non credete? Noi ci speriamo e ci attiveremo quanto prima per provare a organizzare un evento che possa radunare competenze utili a far crescere l’ambiente delle startup italiane.

Intanto, se volete,continuate a inviarci le vostre idee di business, magari tra i relatori di un simile evento in futuro potreste esserci proprio voi: http://www.seedup.it/raccontaci-la-tua-idea

Il Comune di Milano apre al crowdfunding

Sapete cos’è il crowdfunding? E’ un processo collaborativo con cui un gruppo di persone investe il proprio denaro (messo in comune) per sostenere progetti di singole persone o organizzazioni. In sostanza si tratta di una pratica di (micro)finanziamento al basso che si basa sulla capacità dei proponenti dei singoli progetti di coinvolere persone e risorse disintermediando il classico canale bancario.

Crowdfunding e peer to peer in crescita negli Usa

Il crowdfunding negli Stati Uniti sta iniziando a erodere fette di mercato alle banche tradizionali, tanto che in un forum finanziario tenutosi il primo dicembre a Washington presso il Dipartimento del Tesoro americano il numero uno di Jp Morgan Chase, Jamie Dimon, non ha escluso che a breve la banca americana possa annunciare una partership con un gestore di servizi di finanziamento “peer to peer” che consentono di abbinare investitori in cerca di extra rendimento per i propri capitali (tipicamente, in America, le banche d’affari e gli investitori istituzionali) con aziende e famiglie in cerca di fondi.

Le banche tengono d’occhio i potenziali concorrenti

Per le banche (americane e non) si tratta di un’attività “che non vogliamo o non possiamo fare” per vari motivi, ha ricordato Dimon. Per gli startupper è un campo d’azione molto interessante perchè, di base, il problema da risolvere è come essere certi che il denaro messo in comune e investito nei singoli progetti non vada perso e anzi offra un discreto rendimento (cosa che i tassi mantenuti a livelli prossimo a zero dalle banche centrali di mezzo mondo rende meno difficile di un tempo, se non altro in termini relativi).

Milano punta su finanziamenti dal basso e condivisi

Per gli enti pubblici, infine, il crowdfunding può essere un “modus operandi” innovativo rispetto ai classici bandi “a sportello” in cui chi arriva meglio alloggia o a procedure più o meno trasparenti di erogazione di fondi finalizzati a progetti “innovativi” o a valenza sociale. Il Comune di Milano, ad esempio, ha appena annunciato che fino al 31 dicembre si potranno presentare (a questo sito) progetti di persone e organizzazioni che incentivino l’avvio di processi di finanziamento “dal basso e condivisi“.

Stanziati 400 mila euro per progetti sociali innovativi

Per questo il Comune ha messo a disposizione un fondo di 400 mila euro e deciso che i progetti che verranno selezionati (per riuscirci dovranno essere “innovativi” e “ad alto contenuto sociale“) verranno finanziati fino a 50 mila euro ciascuno purchè siano riusciti a ottenere un finanziamento almeno pari alla metà dell’importo complessivo previsto per la propria realizzazione su Eppela, il maggior portale italiano di crowdfunding reward based.

Novità rispetto ai tradizionali finanziamenti pubblici

In soldoni: avete un progetto sociale innovativo per Milano? Vi servono 100 mila euro per svilupparlo? Se su Eppela riuscirete a raccogliere i primi 50 mila, gli altri 50 mila, se sarete selezionati, ve li darà il Comune. I risultati saranno migliori, peggiori o analoghi, in termini sociali ed economici, rispetto a chi, come il Comune di Napoli, ha preferito la strada più “tradizionale” di stanziare finanziamenti pubblici per incubatori d’impresa come il Csi – Centro servizi incubatore di Napoli Est (i primi due cicli sono stati finanziati per circa 500 mila euro ciascuno, il terzo è appena stato rifinanziato per 670 mila euro come si evince da questa delibera)?

L’importante è essere trasparenti e selezionare bene

Nell’uno come nell’altro caso il punto dirimente sarà la capacità di selezionare in modo trasparente i progetti più innovativi, socialmente utili ma anche economicamente sostenibili, per poi assisterli nella fase di crescita dopo l’erogazione dei fondi. Impresa tutt’altro che facile, come ben sappiamo in SeedUp, ma vale la pena di tentare e, crediamo, di provare sempre nuove strade per sostenere lo sforzo innovativo dei giovani startupper italiani. A proposito: se avete idee innovative, socialmente utili ed economicamente sostenibili, perchè non provate a parlarcene? Aspettiamo vostre proposte su: http://www.seedup.it/raccontaci-la-tua-idea